lunedì 28 dicembre 2015

Unboxing Spinderella (Zoch)

La bimba cresce (non ha ancora compiuto i due anni) e le compulsioni da acquisto precoce si fanno sentire. Quest'anno il vincitore del Kinderspiel des Jahres è Spinderella (età consigliata 6+), il cui autore Roberto Fraga stimo molto come designer con la sua settantina di titoli all'attivo.

Come potrete vedere dal video, i materiali di Spinderella sono sontuosi, realizzati con attenzione in tutti i dettagli, dalla qualità dei materiali alla scelta grafica.
Lo scopo del gioco è quello di far raggiungere alle proprie formiche la fine del percorso, cercando di evitare però di finire nelle grinfie dei ragni, cosa che ci rispedirebbe all'inizio del tracciato.
Il gioco è semplice e adatto al target, ma non risulta banale e richiede ai giovani di ragionare sulle loro scelte su più di un livello.

mercoledì 23 dicembre 2015

Dopo Wilson, il gioco non sarà più lo stesso. Seconda parte. (lo Snob)

Ci siamo lasciati due giorni fa, a metà del viaggio, con quattro titoli testati nella versione solitaria. Se non avete letto il post potete farlo a questo link. Insieme a Wilson proseguiamo con le considerazioni (o blaterazioni che dir si voglia) e vediamo come cambiano rispetto alla versione in multigiocatore questi ultimi giochi provati:



lunedì 21 dicembre 2015

Dopo Wilson, il gioco non sarà più lo stesso. Prima parte. (lo Snob)

Wilson! Wilson! Scusami! Scusami Wilson! Wilson scusami! Scusami! Wilson! Non ce la faccio! Wilson! Wilsooon!
In un momento di psicosi sociale, degenerativa e distopica il mio aereo ha cominciato a perdere i pezzi, e ha finito per schiantarsi su un isola deserta, o meglio pensavo che lo fosse. Lì ho conosciuto Wilson, o forse è lui che ha conosciuto me, non lo so, non ho memoria di come sia successo, so solo che è stato lui ad indicarmi la strada per il lungo e difficile viaggio che mi ha riportato a casa. Un viaggio nell'oceano ludico dove ho sperimentato la dura realtà della ormai usuale versione “in solitaria”.
Ora sono tornato… ma non sono più lo stesso!
Ebbene sì, ho provato nelle ultime due settimane a spremere le meningi con una decina di titoli per testarne la giocabilità in quella che ormai è diventata una meccanica, se possiamo chiamarla così, anche se meccanica non lo è, forse più una versione dello stesso titolo, quasi un espansione in certi versi, e cioè il gioco in solitario. Quindi adesso, io e Wilson, vi racconteremo com'è andata, tappa dopo tappa, tra vittorie e sconfitte in cui non c’erano scusanti, nessuno a cui appellarsi o su cui accanirsi.
Non ci sarebbe nemmeno da dirlo, ma comunque è ovvio che il gioco è aggregazione, è complicità, è divertimento e quindi è sempre più appagante giocare in compagnia, ma funzionano veramente le meccaniche dei titoli che prevedono la partita in solitario? quanto cambiano rispetto alla versione multigiocatore? Vediamone uno per uno:

giovedì 17 dicembre 2015

Unboxing Loony Quest (Libellud)

Nella collezione di ogni giocatore trovano spazio filler per ogni eventualità, nel mio caso soprattutto per convincere persone completamente a digiuno di giochi a sedersi al tavolo. Quando poi ci riesco con qualcuno di addirittura refrattario, come mia moglie, allora è un successo personale. Loony Quest è un'arma che ho sfoderato diverse volte ultimamente e non ha mai tradito.

In questo gioco sarete chiamati a disegnare linee, cerchi e punti per completare missioni via via più difficili. Scriverete con un pennarello cancellabile su un foglio di plastica trasparente stimando il disegno da fare e solo successivamente potrete sovrapporre la vostra opera per controllare il risultato. L'esperienza ricorda, sicuramente anche grazie alla simpatica grafica, una partita a un videogioco, con tanto di power up e tiri mancini.

martedì 15 dicembre 2015

[Sulle spalle dei giganti] Android: Netrunner

Oggi ospitiamo sulle nostre pagine digitali Andrea Mezzotero, giocatore e aspirante game designer dislocato al momento sul bolognese. Questo articolo, e forse altri a seguire, si propone di trarre lezioni di design analizzando l'operato di designer esperti, in questo modo potremmo anche noi salire sulle spalle dei giganti e avvantaggiarci del loro lavoro per produrre prototipi migliori.

Questo articolo nasce dalle chiacchiere fatte con Remo, riguardo a Netrunner di Richard Garfield e agli ottimi spunti di game design che se ne possono trarre. Questi spunti sono presenti ovviamente in altri giochi anche in forma più evidente, ma  Netrunner è un ottimo caso di studio per l’elevata “densità” di elementi interessanti.
Netrunner in breve: un giocatore impersona la monolitica e malvagia multinazionale (detta Corp), che cerca di portare a compimento i suoi piano di dominio del mondo, mentre l’altro giocatore è l’hacker (detto runner) che cerca di entrare nei server della Corporation per rubarne i piani. Ogni giocatore ha una risorsa (i crediti) che si accumula da un turno al successivo  e una risorsa (i click) che si resetta all’inizio di ogni turno come il mana in Magic. La Corp gioca delle carte coperte (gli ICE) a difesa dei propri server, mentre il runner fa delle incursioni, cercando di superare gli ICE per accedere al contenuto dei server. In questo articolo farò riferimento all’edizione Android: Netrunner edita dalla Fantasy Flight Games, che ha alcuni miglioramenti del Netrunner originale ma ne conserva la struttura di gioco e gran parte delle meccaniche.

mercoledì 9 dicembre 2015

Unboxing Neptun (Queen Games)

Vittima in pieno di una compulsione da acquisto precoce, mi sono portato a casa Neptun, gioco che scopro pubblicato grazie a Kickstarter dalla Queen Games, che da tempo ne fa largo utilizzo per prevendere i suoi titoli.

Dai dettagli sulla scatola il gioco dovrebbe portare al tavolo da 3 a 5 giocatori coinvolgendo in un'esperienza adatta alle famiglie (8+) e di durata inferiore all'ora. Niente testo sui componenti e range di giocatori consigliato tendente al ribasso.
Abbagliato come una trota dalla carta stagnola, mi ritrovo a guardare a quali meccaniche si rifà questo titolo su BGG... il vuoto. Molto confortante, rimangono il tema e la grafica a gratificare gli occhi. Sento già ilBotta invocare la mathtrade.

giovedì 3 dicembre 2015

Unboxing Expo 1906 (Gotha Games)

Anche questa volta ho fallito nel cercare di registrare lo Snob mentre fischiettava tra se e se un motivetto degli One Direction, così per farvi sentire la sua angelica voce mi è toccato pubblicare un altro gioco, questa volta con l'aiuto di Nestore Mangone. Questo però è l'ultimo per il 2015, se arriverà altro, sarà per l'anno prossimo.

Expo 1906 è un gioco mediamente complesso per 1-4 giocatori con durata stimata tra i 60 e i 90 minuti pubblicato dalla Gotha Games con regolamento localizzato grazie a una campagna su Giochistarter.

martedì 1 dicembre 2015

Game report 22/11 (lo Snob)

La situazione è più unica che rara. Complice il ritorno in terra padana del membro girovago del gruppo, organizziamo una rimpatriata con ben 7 componenti della riverforge. Chat su wathsapp creata ad hoc, orario, suddivisione delle vettovaglie e bozza dei titoli da provare per dare una spolverata alle regole. Le premesse sono di un pomeriggio ludico di prim’ordine, con l’idea di partire con uno o due giochi tutti insieme e poi divederci su un paio di tavoli.

Il primo ad arrivare è ‘il niubbo’ che tempo di togliersi il giubbino mi costringe al tavolo per una prova veloce a Guess What! della Blue Orange, a metà tra il filler e il party game. Provo a svicolare con un improbabile scusa sulla temperatura della stanza ma non c’è niente da fare, “devo recensirlo, perciò lo proviamo”. Fortunatamente arrivano ‘il bardo’ e ‘il tecnologico’, che prontamente schiavizziamo per un paio di giri in quattro. Si presenta come un gioco di logica, creatività e associazione di idee. In una griglia a 9 caselle suddivise in tre colonne, posizioniamo 9 tessere con disegni fumettosi. Il master di turno deve sceglierne uno per fila e comporre mentalmente un associazione che abbia un senso (è una parola), dare un indizio piuttosto vago mentre gli altri devono indovinare la giusta combinazione. Scopriamo che con la fantasia oggi non siamo molto arzilli, ‘il bardo’ abbozza un criptico “la prossima volta per conquistarla dovrò inventare qualcosa di speciale” (più che un indizio sembra una frase di Moccia), nessuno indovina la combinazione (asso di picche, lettera, lampadina). Ci provo io, con l’immagine che vedete e l’indizio era ‘telefilm americano anni 90’ (vediamo se indovinate). Va già meglio. Continuiamo ancora qualche giro fino a che arrivano tutti. Su Guess What!, di cui parlerà ‘il niubbo’ possiamo dire che è il tipico alla Dixit, dove se non hai un po’ di fantasia sei fregato. Comunque non è male, anche se mi ha sorpreso che regga solo fino a 4 giocatori, mi sembra penalizzante per il tipo di gioco, lo riproveremo con calma.